News generali

24 gennaio 2022

PREZZO LATTE:

I PRODUTTORI DI SODIAAL IN DISACCORDO CON LA LORO COOPERATIVA, SCRIVE "LES ECHOS"
Leggi »


20 gennaio 2022

MARETTI (LEGACOOP AGROALIMENTARE), NON POSSIAMO GESTIRE DA SOLI L'AUMENTO DEI COSTI DI PRODUZIONE

439 - roma (agra press) - "abbiamo sempre cercato di remunerare il giusto prezzo dei prodotti agricoli conferiti in cooperativa nonostante le difficolta' del periodo. bisogna dirlo in maniera chiara la cooperazione e' in sofferenza: da soli non possiamo...
Leggi »


20 gennaio 2022

CARO ENERGIA: SCORDAMAGLIA (FILIERA ITALIA),

AGROALIMENTARE ITALIANO SOTTO PRESSIONE
Leggi »


12.03.2014

Brasile: a rischio il raccolto di mais in conseguenza del ritorno delle piogge

Le avverse condizioni climatiche non danno pace agli agricoltori brasiliani. Dopo che la siccità ha ritardato la semina annuale di mais, ora il ritorno delle precipitazioni nelle maggiori aree di produzione del paese - secondo esportatore mondiale - minacciano una contrazione della produzione. Secondo Marco Antonio dos Santos, agronomo presso la Somar Meteorologia di San Paolo, le precipitazioni che hanno interessato il Mato Grosso, il paese in cui si concentra la maggior parte della produzione brasiliana, hanno ritardato i raccolti di soia, ritardando quindi la semina del mais.

Nell'ultimo mese, la zona settentrionale del Mato Grosso, un'area che da sola costituisce il 27% del secondo raccolto annuale brasiliano, ha registrato un aumento delle piogge pari al 21% rispetto alla media storica. Secondo gli esperti, il Brasile produrrà in questa stagione 69 milioni di tonnellate di mais, una quantità inferiore sia alle stime USDA, 70 milioni, sia alle stime del governo brasiliani, 75 milioni.

"Nel Mato Grosso, l'andamento della semina è stato piuttosto lento" - afferma Chris Gadd, analista della londinese Macquaire Group Ltd. - "La semina a marzo comporta l'impollinazione a maggio, periodo caratterizzato da scarse precipitazioni".

Dal punto di vista delle esportazioni, la semina tardiva comporterà un calo di ben 20 punti percentuali, portando le esportazioni totali a 20 milioni di tonnellate, esattamente la metà di quanto esporteranno gli Stati Uniti, principale fornitore mondiale di mais. Anche con questa situazione, i prezzi non dovrebbero aumentare, grazie alle scorte globali.

Fonte

Foto: mensatic/morgueFile