News generali

28 febbraio 2019

Pubblicata la nuova edizione de "Il mercato del latte"

A febbraio 2019 è stato pubblicato Il Rapporto sul mercato del latte sottoforma di e-book gratuitamente scaricabile dagli utenti. Curato dall'Osservatorio sul mercato dei prodotti zootecnici, giunge alla sua ventiquattresima edizione; si propone come...
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11 febbraio 2019

Pillole internazionali: un 2017 combattuto ed un 2018 di crescita per FrieslandCampina

Il 2018 di FrieslandCampina, cooperativa olandese operante nel mercato dei lattiero-caseari, non si apre nel migliore dei modi: nel bilancio 2017 la voce profitti è pari a 227 mln di €, ben 135 mln in meno rispetto a quanto fatto segnare l'anno prima....
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28 gennaio 2019

Inizio dolce ma finale amaro: il 2018 a due facce dell’indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari

A differenza di quanto accaduto nel 2017, dove si verifica una crescita su base annua dell'8,1%, l'indice FAO dei prezzi degli alimenti si contrae di 3,5 punti percentuali l'anno dopo, posizionando il valore medio a 168,4 punti. Tra i diversi indici di...
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14.05.2014

FAO: prospettive sui mercati della carne bovina (maggio 2014)

Le previsioni riguardanti la crescita della produzione di carne bovina non forniscono particolari novità. Rispetto al 2013, infatti, la produzione totale dovrebbe aumentare di solo 0.5 punti percentuali, evidenziando ancora di più il trend di crescita limitata che ormai è caratteristico del settore da diversi anni. Questa piccola crescita è trainata dai paesi in via di sviluppo, America Latina e Asia in particolare, che, raggruppate, costituiscono più del 60% della produzione totale; inoltre, sempre questi paesi, faranno registrare, secondo le previsioni, un aumento di ben 2.3 punti percentuali. L'altra faccia della medaglia è rappresentata dal calo di produzione nei paesi sviluppati, soprattutto in Nord America ed in Oceania.

In Sud America, e in particolare in Brasile ed Argentina, sono aumentate sia le consistenze degli allevamenti - in numero di capi - sia le macellazioni. In Brasile, la produzione totale dovrebbe aumentare di 300 mila tonnellate, raggiungendo il totale di 9.9 milioni di tonnellate; aumento, questo, favorito sia dai miglioramenti genetici, capaci di aiutare gli allevatori ad aumentare il numero di capi per azienda, sia dai prezzi vantaggiosi delle esportazioni, che hanno spinto gli allevatori a nutrire gli animali anche durante i periodi secchi, mantenendo quindi costante l'offerta.

In Argentina, le restrizioni alle esportazioni imposte dal governo hanno spostato il centro d'attenzione dell'industria sul mercato interno, che da solo assorbe circa il 93% della produzione totale. La preferenza di animali giovani e 'leggeri' ha però rallentato il tasso di aumento della produzione. Anche nelle nazioni di Uruguay e Paraguay le previsioni parlano di un aumento della produzione, spinta soprattutto da una forte domanda mondiale e dai prezzi sostenibili dei capi vivi.

In Asia, la situazione relativa alla produzione fa riscontrare sia dati positivi sia dati negativi. In India, il quinto produttore di carne bovina mondiale, l'industria dovrebbe continuare a crescere, supportata soprattutto dalle iniziative governative. Stesso discorso per la Cina che, sempre secondo le previsioni, dovrebbe aumentare la produzione, dal momento che la forte domanda interna ha stimolato il settore delle macellazioni, anche di bovini da latte provenienti da quei piccoli allevamenti che non riescono a rispettare i nuovi standard qualitativi del latte introdotti dal governo. Discorso opposto per la Corea del Sud, dove il settore della carne bovina non riesce a sostenere la competizione con quello della carne suina, caratterizzato da prezzi minori lungo tutta la filiera produttiva.

In gran parte dell'Africa, le condizioni meteorologiche, caratterizzate da forti piogge, hanno favorito il settore dei mangimi, che a sua volta ha spinto verso l'alto la produzione di carne bovina. Ciò, però, non è accaduto nelle regioni orientali del continente, dove appunto la mancanza di piogge ha ridotto la disponibilità di mangimi; come conseguenza, paesi come Kenya e Tanzania andranno incontro ad una riduzione della produzione totale di carne bovina. Stesso destino riguarderà il Sud Africa, mentre l'Egitto continuerà a mostrare una lenta, seppur costante, ripresa della produzione, basata soprattutto sulla carne di capi da latte.

Dal punti di vista dei paesi industrializzati, invece, le previsioni parlano di una contrazione di 1.9 punti percentuali, soprattutto a causa dei lunghi periodi di siccità che hanno caratterizzato gli Stati Uniti e l'Australia; la produzione di carne bovina, quindi, farà registrare diminuzioni pari a, rispettivamente, 4.5% e 4%. In Russia, la produzione dovrebbe aumentare leggermente, fino a raggiungere 1.6 milioni di tonnellate, mentre in Unione Europea, il terzo produttore mondiale di carne bovina, si avrà finalmente un assestamento della struttura delle mandrie, sinonimo di ripresa della produzione, che si assesterà attorno a 7.4 milioni di tonnellate.

Le previsioni riguardanti gli scambi di carne bovina parlano di una crescita del settore di 3.5 punti percentuali, nonostante i prezzi mondiali siano ai livelli eccezionalmente elevati. In particolare, la Cina farà registrare un nuovo aumento delle importazioni, che potrebbero essere pari a 1.2 milioni di tonnellate di carne, circa il 18% in più dell'anno passato. Tra le spiegazioni di questa crescita spicca il cambiamento di dieta indotto dai focolari di influenza aviaria nei mercati asiatici, che hanno portato alla riduzione dei consumi di carne avicola a favore della carne bovina. Anche in Unione Europea e negli Stati Uniti le importazioni dovrebbero aumentare, sia perché, nel vecchio continente, è in corso la ricostruzione degli allevamenti sia perché, negli States, la produzione interna non riuscirà a soddisfare la domanda totale. Dal punto di vista delle esportazioni, invece, sia Brasile che India faranno registrare forti aumenti, rispettivamente di 8 e 6 punti percentuali, in risposta alla forte domanda e ai prezzi elevati. Anche Argentina, Paraguay e Uruguay aumenteranno le proprie esportazioni, mentre Australia e Nuova Zelanda, sempre a causa della siccità, faranno registrare forti cadute nelle esportazioni, anche se bisogna ricordare che, da soli, i paesi contano il 20% delle esportazioni totali mondiali.