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12 marzo 2015

FAO: pubblicati i nuovi indici dei prezzi alimentari di febbraio

L'indice generale dei prodotti alimentari, secondo gli ultimi aggiornamenti FAO, è sceso a quota 179,4 punti a febbraio 2015, in calo dell'1% rispetto del mese prima e del 14% su base annua. Questo andamento è stato determinato dal calo dei prezzi delle...
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12.03.2015

FAO: pubblicati i nuovi indici dei prezzi alimentari di febbraio

L'indice generale dei prodotti alimentari, secondo gli ultimi aggiornamenti FAO, è sceso a quota 179,4 punti a febbraio 2015, in calo dell'1% rispetto del mese prima e del 14% su base annua. Questo andamento è stato determinato dal calo dei prezzi delle carni, dei cereali e dello zucchero.

Il valore medio dell'indice di prezzo dei cereali, a febbraio, è sceso di 5,6 punti rispetto al mese precedente (-3,2%) toccando quota 171,7 e del 13,5% rispetto al valore del febbraio 2014. Questo calo rinforza il trend negativo che sta caratterizzando i cereali dovuto in parte alle prospettive di un aumento della produzione e in parte agli elevati livelli di stock. In calo anche i prezzi del mais e degli altri cereali.

Il valore dell'indice relativo ai prezzi delle carni registra a febbraio una riduzione di 2,8 punti (-1,4%) rispetto a gennaio, attestandosi sui 187,4 punti. Il trend generale da agosto 2014 mostra un calo dovuto alla riduzione delle quotazioni delle carni bovine e ovine, soprattutto, in Australia e Brasile. Rimangono stabili, invece, i prezzi delle carni avicole mentre sono in lieve recupero le carni suine grazie alle buone performance in Europa.

In crescita il valore dell'indice del prezzo dei prodotti lattiero-caseari pari a 181,8 punti, che fa registrare un momentaneo aumento di 8 punti (+4,6%) rispetto al valore di gennaio. Questo è un piccolo segnale di crescita che va in controtendenza rispetto al trend in discesa iniziato un anno fa (-34%) quando l'indice faceva registrare ben 93 punti in più. A trainare il comparto è il latte intero in polvere a cui seguono gli incrementi del latte scremato in polvere e del burro. L'ascesa dei prezzi a livello mondiale è stata indotta dalle limitate esportazioni da parte dell'Australia e della Nuova Zelanda che stanno attraversando un periodo climatico particolarmente siccitoso. Inoltre in questo periodo la produzione dell'Unione Europea nel suo complesso viene limitata per non superare gli sforamenti di quote, almeno fino a marzo 2015 quando cesserà di fatto il regime delle quote latte.

Fonte

Grafici: elaborazioni OMPZ su dati FAO