News generali

11 novembre 2016

L’INDICE FAO DEGLI ALIMENTI IN CRESCITA DEL 3,6% NEGLI ULTIMI TRE MESI

In forte aumento ad ottobre gli indici dei prezzi dei Lattiero-caseari e dello Zucchero
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20 luglio 2016

Commissione Europea: nuove misure finanziare a sostegno del settore agricolo

La Commissione Europea ha presentato un nuovo pacchetto di misure per il settore agricolo stanziando risorse per un valore di 500 milioni di euro al fine di supportare gli agricoltori comunitari che si trovano a fronteggiare serie difficoltà di mercato, in...
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14 aprile 2016

L’INDICE FAO DEL PREZZO DEGLI ALIMENTI IN AUMENTO DELL’1% A MARZO

Al consistente rialzo dell’indice del prezzo dello zucchero si contrappone la caduta dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari
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06.10.2014

Il commercio estero dei prodotti lattiero – caseari dell’Italia con la Russia nel 2013 e nella prima metà dell’anno in corso

La struttura delle esportazioni nel 2013

Le esportazioni nazionali dei prodotti derivate del latte, con la Russia, sono state di 47,3 milioni di euro nel 2013. Quasi il 92% del totale esportato, in termini di valore, è rappresentato dalla voce formaggi e latticini. In termini quantitativi, lo stesso aggregato, rappresenta poco meno del 76% del volume esportato, indice che le esportazioni sono dominate da prodotti ad alto valore aggiunto. All'interno di questo aggregato, la tipologia che domina le nostre esportazioni è quella dei formaggi a pasta dura. Essi, nel 2013, sono arrivati a rappresentare il 39% circa delle esportazioni complessive e il 42,5% di tutto l'aggregato dei formaggi e latticini. I due formaggi a pasta grana sono i maggiori rappresentati dei formaggi a pasta dura. Il valore delle esportazioni ha sfiorato, sempre nel 2013, 15 milioni di euro arrivando a rappresentare, da soli, il 31,5% delle esportazioni nazionali in valore e il 17% in volume. Vanno forte anche i formaggi freschi e le cagliate che, insieme, hanno sfiorato 13,2 milioni di euro, ovvero il 28% circa del valore complessivo delle esportazioni. Le altre tipologie di prodotto svolgono un ruolo marginale nella formazione del valore complessivo delle esportazioni. Tra questi evidenziamo i gelati, le cui esportazioni sono state di 1,22 milioni di euro e il lattosio a 1,14 milioni di euro.

L'andamento delle esportazioni nel I semestre 2014

Nella prima metà dell'anno in corso, le esportazioni hanno raggiunto un valore di poco meno di 22 milioni di euro, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. In termini quantitativi l'aumento è stato superiore (+21,7%), indice di un calo del prezzo medio di vendita. A trainare l'aumento delle esportazioni sono ancora i formaggi che registrano, nella prima metà dell'anno, incrementi nell'ordine dell'8,5% in termini di valore e del 5,3% in volume, sempre rispetto al primo semestre del 2013. Il prezzo desunto, come rapporto tra valore e quantità esportata, sale dal 5,85 €/kg della prima metà dell'anno prima a 6,03 €/kg (+3%). Tuttavia, si registrano andamenti diversi per le tipologie di formaggi. Quelli a pasta dura, che svolgono un ruolo molto importante nella formazione del valore delle esportazioni, registrano incrementi sia in valore sia in quantità. Tale incremento, però, è da attribuirsi esclusivamente all'aumento delle quantità commercializzate, mentre calano i prezzi medi. A soffrire in questa categoria di formaggi sono proprio i due Grana. Il loro prezzo medio è sceso del 3,8% passando da 8,94 €/kg della prima metà del 2013 a 8,60 €/kg del primo semestre dell'anno in corso. Un andamento simile ha caratterizzato anche i formaggi freschi e latticini il cui prezzo medio è calato del 13,3%. Prezzi in rialzo, invece, per tutte le altre tipologie di formaggi.

In generale le esportazioni nazionali verso la Russia hanno mostrato trend al rialzo in questa prima metà dell'anno. La voce "Altri derivati del latte", maggiormente rappresentata dal lattosio, segna un incremento su base annua del 171% in valore e del 326% in quantità. Molto bene anche i gelati che registrano aumenti nell'ordine di 23 punti percentuali. Fuori dal coro, invece, il burro, che cede oltre al 55% in valore, e la crema fresca al consumo (-92%).

Fonte: elaborazione OMPZ su dati ISTAT