News generali

28 febbraio 2019

Pubblicata la nuova edizione de "Il mercato del latte"

A febbraio 2019 è stato pubblicato Il Rapporto sul mercato del latte sottoforma di e-book gratuitamente scaricabile dagli utenti. Curato dall'Osservatorio sul mercato dei prodotti zootecnici, giunge alla sua ventiquattresima edizione; si propone come...
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11 febbraio 2019

Pillole internazionali: un 2017 combattuto ed un 2018 di crescita per FrieslandCampina

Il 2018 di FrieslandCampina, cooperativa olandese operante nel mercato dei lattiero-caseari, non si apre nel migliore dei modi: nel bilancio 2017 la voce profitti è pari a 227 mln di €, ben 135 mln in meno rispetto a quanto fatto segnare l'anno prima....
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28 gennaio 2019

Inizio dolce ma finale amaro: il 2018 a due facce dell’indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari

A differenza di quanto accaduto nel 2017, dove si verifica una crescita su base annua dell'8,1%, l'indice FAO dei prezzi degli alimenti si contrae di 3,5 punti percentuali l'anno dopo, posizionando il valore medio a 168,4 punti. Tra i diversi indici di...
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28.01.2019

Inizio dolce ma finale amaro: il 2018 a due facce dell’indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari

A differenza di quanto accaduto nel 2017, dove si verifica una crescita su base annua dell'8,1%, l'indice FAO dei prezzi degli alimenti si contrae di 3,5 punti percentuali l'anno dopo, posizionando il valore medio a 168,4 punti. Tra i diversi indici di commodity agroalimentari di cui è formato, quello dei cereali è l'unico ad evidenziare una crescita su base annua del 9% nel 2018, principalmente dovuta alla contrazione a livello globale della produzione di grano e mais che, comunque, ha intaccato solo marginalmente il livello delle scorte. Gli indici delle altre commodity sono tutti in flessione: il primo, in valore assoluto, è quello dello zucchero, la cui contrazione di circa il 22% si somma a quella 11,2 punti percentuali dell'anno prima. Vengono poi gli oli vegetali (-14,7%), i prodotti lattiero-caseari (-4,6%) e infine la carne (-2,2%).

Peraltro questi cali vanno riferiti ad un 2017 eccezionale, dato che tutti gli indici restano ampiamente positivi rispetto al 2016: mediamente il divario è dell'1,3% per il food, e spiccano proprio i derivati del latte (+1,3%), cui seguono cereali e carni (+1,1%), oli (+0,9%) e zucchero (+0,7%).

Le quotazioni dei derivati del latte si caratterizzano anche per un'elevata variabilità: esaminando solo questo comparto, tra il 2016 e il 2018 l'indice dei prezzi evidenzia una fluttuazione media pari al 15,1%, un dato quasi tre volte più grande di quello dell'indice FAO dell'intero comparto alimentare. Fino a maggio 2016, i lattiero-caseari hanno un andamento in controtendenza rispetto al comparto alimentare generale, ma nel mese seguente inizia una fase al rialzo che termina solamente 9 mesi dopo: a febbraio 2017 si raggiunge quota 194,2 punti. Dopo una momentanea flessione, a maggio l'indice riprende a crescere in modo consistente e a settembre tocca il massimo di 224,2 punti. Nonostante il valore fletta negli ultimi tre mesi dell'anno, il 2017 si chiude con un rialzo su base annua del 31,5%.

Con particolare riferimento all'anno appena trascorso, dal minimo relativo di 179,9 punti di gennaio, l'indice di prezzo dei lattiero-caseari cresce fino a quota 215,2 punti a maggio, grazie ad una forte domanda a livello globale unita ad una produzione della Nuova Zelanda inferiore rispetto alle aspettative. A causa delle tensioni commerciali e alle ingenti scorte destinate all'export da parte dell'UE e degli Stati Uniti, l'indice flette per la prima volta a giugno (-0,9% su base mensile) e prosegue in un trend al ribasso che giunge fino a dicembre.

Di fatto, sebbene Europa ed Australia calino le produzioni a causa della siccità, la produzione neozelandese si mantiene su buoni livelli e, considerando che vi è ancora un'ampia disponibilità di scorte da destinare all'esportazione, questi sono fattori sufficienti a causare questa consistente flessione dell'indice, che lo riposiziona quasi allo stesso livello di quello dei prezzi per i generi alimentari: a dicembre l'indicatore dei lattiero-caseari è più alto di solo 8,3 punti, quando a maggio dello stesso anno il differenziale era di ben 45,2 punti.

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