News generali

28 febbraio 2019

Pubblicata l'edizione 2018 de "Il mercato del latte"

A febbraio 2019 è stato pubblicato Il Rapporto sul mercato del latte sottoforma di e-book gratuitamente scaricabile dagli utenti. Curato dall'Osservatorio sul mercato dei prodotti zootecnici, giunge alla sua ventiquattresima edizione; si propone come...
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11 febbraio 2019

Pillole internazionali: un 2017 combattuto ed un 2018 di crescita per FrieslandCampina

Il 2018 di FrieslandCampina, cooperativa olandese operante nel mercato dei lattiero-caseari, non si apre nel migliore dei modi: nel bilancio 2017 la voce profitti è pari a 227 mln di €, ben 135 mln in meno rispetto a quanto fatto segnare l'anno prima....
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28 gennaio 2019

Inizio dolce ma finale amaro: il 2018 a due facce dell’indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari

A differenza di quanto accaduto nel 2017, dove si verifica una crescita su base annua dell'8,1%, l'indice FAO dei prezzi degli alimenti si contrae di 3,5 punti percentuali l'anno dopo, posizionando il valore medio a 168,4 punti. Tra i diversi indici di...
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11.02.2014

La Cina abbandona la politica di autosufficienza cerealicola

La Cina ha rinunciato ad uno dei suoi più sacri principi, abbandonando di fatto il principio di autosufficienza cerealicola, dal momento che l'aumento della popolazione avviene a ritmi insostenibili dalla sola produzione interna.

Pechino, negli ultimi anni, ha sempre più aumentato le importazioni di cereali e generi alimentari, mantenendo però un'enfasi ideologica sulla necessità di produrre quanto più possibile a livello nazionale. Tuttavia, per la prima volta, il governo ha fissato l'obiettivo di produzione interna di cereali decisamente inferiore al fabbisogno reale, implicando quindi un allontanamento da quell'impegno ideologico che, per decenni, è stato una delle fondamenta del partito comunista cinese.

Di contro, le nuove linee guida imposte dal Consiglio di Stato pongono maggiore enfasi sulla qualità dei prodotti, piuttosto che sulla quantità: "Pur ponendo l'accento sulla quantità dei prodotti alimentari, si deve prestare maggiore attenzione alla qualità e alla sicurezza degli alimenti", si legge nel documento. A sostenimento di questa affermazione, le nuove linee guida del 2014 impongono la stabilizzazione della produzione cerealicola a 550 milioni di tonnellate entro il 2020, ben al disotto del raccolto del 2013, pari a 600 milioni di tonnellate.

In base a queste nuove regole, inoltre, il paese darà priorità all'offerta e alla qualità di carne, verdura e frutta, che richiedono minore quantità di terra, creando contemporaneamente nuovi posti di lavoro nel settore. Come conseguenza diretta, l'aumento delle importazioni da paesi esteri è ormai una certezza, e i paesi che più beneficeranno da quest'apertura saranno Stati Uniti, Canada, Australia ed Ucraina, destinazione questa sempre più apprezzata dagli investitori cinesi.

"È chiaro che la politica si è spostata verso cereali destinati all'alimentazione, come riso e frumento, piuttosto che verso cereali per il foraggio: mantenere i volumi di tali cereali, come mais o soia, presenta, infatti, un chiaro problema", dichiara Wang Jimin, ricercatore presso il Rural Economica and Development Institute della Chinese Academy of Agricultural Sciences.

Negli ultimi anni, la politica del governo ha continuato a sostenere la produzione cerealicola, nonostante gli avvertimenti lanciati dai riformisti, secondo i quali la terra sarebbe meglio utilizzata se venisse destinata a colture meno bisognose d'acqua. Ma il crescente consumo di carne ha modificato gli equilibri, richiedendo enormi quantità di foraggio per l'alimentazione del bestiame. L'aver eliminato l'enfasi alla produzione interna, porterà quindi ad enormi benefici per l'intera popolazione cinese, in particolare a chi avrà nuove disponibilità di terra da destinarsi ad una produzione più efficiente e remunerativa.

Fonte

Foto:bosela/morgueFile