News generali

11 novembre 2016

L’INDICE FAO DEGLI ALIMENTI IN CRESCITA DEL 3,6% NEGLI ULTIMI TRE MESI

In forte aumento ad ottobre gli indici dei prezzi dei Lattiero-caseari e dello Zucchero
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20 luglio 2016

Commissione Europea: nuove misure finanziare a sostegno del settore agricolo

La Commissione Europea ha presentato un nuovo pacchetto di misure per il settore agricolo stanziando risorse per un valore di 500 milioni di euro al fine di supportare gli agricoltori comunitari che si trovano a fronteggiare serie difficoltà di mercato, in...
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14 aprile 2016

L’INDICE FAO DEL PREZZO DEGLI ALIMENTI IN AUMENTO DELL’1% A MARZO

Al consistente rialzo dell’indice del prezzo dello zucchero si contrappone la caduta dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari
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05.09.2014

Sempre più giù i prezzi lattiero caseari mondiali

Gli ultimi due mesi sono stati caratterizzati da una consistente accelerazione del trend al ribasso dei prezzi dei lattiero caseari sul mercato mondiale in atto già dall'inizio dell'anno. In particolare le polveri di latte sul mercato europeo e su quello di Australia-Nuova Zelanda hanno subito contrazioni che nel mese di agosto hanno superato il 30% rispetto ad agosto 2013. Se guardiamo la variazione percentuale mensile di agosto rispetto a luglio di quest'anno il calo si aggira intorno al 15% sul mercato europeo e intorno al 12% sul mercato dell'Oceania. Questa tendenza generalizzata di depressione dei mercati caseari sta allarmando gli operatori del settore e trova le sue ragioni in elementi strutturali e congiunturali. L'inverno mite e l'estate non siccitosa hanno spinto verso l'alto la produzione di latte sia direttamente, garantendo un migliore benessere delle mandrie e dunque migliori performance produttive, sia indirettamente favorendo la produzione di foraggi di buona qualità che hanno contribuito a spingere verso l'alto le produzioni a costi moderati. Un altro fattore determinante è stato l'elevato prezzo del latte pagato agli allevatori nell'ultimo semestre dello scorso anno e nei primi mesi di questo, quando gli elevati prezzi delle commodoties casearie permettevano alle industrie di trasformazione di concedere prezzi decisamente remunerativi. Allo stesso tempo nell'ultimo anno il prezzo delle materie prime agricole, mais e soia in primis, si è presentato con valori decisamente attraenti per gli allevatori che si riforniscono di tale materie prime sul mercato e questo ha permesso un maggior ricorso a cereali e soia nell'alimentazione animale che si è tradotto in incrementi produttivi. Gli ultimi dati di produzione disponibili indicano per il mese di luglio un aumento di produzione del 4,3% negli USA e in UE (per quest'ultima il dato si riferisce a giugno) e dell'11,5% in Nuova Zelanda rispetto allo stesso mese del 2013. Il dato cumulato da inizio anno fa registrare un aumento di addirittura un terzo in Nuova Zelanda rispetto allo stesso periodo del 2013, mentre in UE e negli USA l'incremento pareggia il 5% e il 2,1% rispettivamente. Oltre al discorso produttivo, un episodio recente che ha contribuito al ribasso delle commodities lattiero casearie nelle ultime settimane è stato l'embargo da parte della Russia delle polveri di latte, burro e alcuni formaggi di provenienza UE, USA, Australia, Canada e Norvegia. In riposta a tale embargo la Commissione europea attiverà gli aiuti allo stoccaggio privato di polveri e burro. Questo annuncio ha contribuito, insieme all'aumento dell'offerta, al ribasso delle quotazioni lattiero casearie nell'ultima asta di Global Dairy Trade. Nel panorama mondiale di prezzi al ribasso occorre segnalare il comportamento fuori dal coro degli USA, in particolare in riferimento alle polveri di latte intero e al burro. Infatti, mentre anche la polvere di latte scremato di provenienza USA ha subito un calo , seppur più contenuto, su base annua nel mese di agosto, il latte intero in polvere ha registrato un rialzo e il burro ha addirittura registrato un aumento delle sue quotazioni dell' 85% ad agosto 2014 rispetto ad agosto 2013 arrivando a livelli di prezzo decisamente superiori rispetto al burro europeo ed oceanico. Occorre comunque ricordare che l'indebolimento dell'euro rispetto al dollaro ha parzialmente contribuito a tale crescita dei prezzi statunitensi.Le aspettative più probabili sono per prezzi dei lattiero caseari che almeno per alcuni mesi non torneranno ad aumentare; bisognerà prima aspettare lo smaltimento dell'abbondante latte e trasformati in circolazione. Tuttavia, l'attesa di una flessione della domanda di importazione cinese non si è realizzata e questo contribuirà ad evitare che i prezzi rimangono a livelli depressi a lungo.