News generali

11 novembre 2016

L’INDICE FAO DEGLI ALIMENTI IN CRESCITA DEL 3,6% NEGLI ULTIMI TRE MESI

In forte aumento ad ottobre gli indici dei prezzi dei Lattiero-caseari e dello Zucchero
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20 luglio 2016

Commissione Europea: nuove misure finanziare a sostegno del settore agricolo

La Commissione Europea ha presentato un nuovo pacchetto di misure per il settore agricolo stanziando risorse per un valore di 500 milioni di euro al fine di supportare gli agricoltori comunitari che si trovano a fronteggiare serie difficoltà di mercato, in...
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14 aprile 2016

L’INDICE FAO DEL PREZZO DEGLI ALIMENTI IN AUMENTO DELL’1% A MARZO

Al consistente rialzo dell’indice del prezzo dello zucchero si contrappone la caduta dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari
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L'andamento dei consumi di carne bovina in Italia

Il dato relativo agli acquisti domestici totali del 2012 evidenzia un calo in volume (-1,5%) decisamente più rilevante rispetto al corrispondente calo in valore (-0,5%), in quanto, in linea con altri comparti alimentari, i prezzi medi della carne bovina nel 2012 sono cresciuti, seppure in misura non eccessiva (+1,1%). Il calo complessivo dei consumi, pur essendo significativo, non è particolarmente forte, per cui, almeno sul versante degli acquisti domestici, la crisi che ha attanagliato l'economia italiana nel 2012 non sembra aver inciso troppo sui consumi di carne bovina. L'incidenza della carne di bovino adulto sul totale degli acquisti complessivi è decisamente predominante, con circa il 75% dei consumi in quantità e il 72% in valore, in leggero calo rispetto al 2011. La riduzione degli acquisti del 2012 ha riguardato in misura più importante il bovino adulto (-1,7%), rispetto al vitello (-1%). Questo trend è in leggera controtendenza rispetto agli ultimi anni, che avevano invece segnato una decisa ripresa dei consumi di carne rossa rispetto al periodo della crisi BSE, quando invece i consumi si erano spostati in misura significativa verso il vitello.

Dal punto di vista dei comportamenti d'acquisto (tab. 7.2), l'elemento più interessante è che il calo dei consumi del 2012 si sia manifestato essenzialmente attraverso una riduzione della frequenza di acquisto (-6,3%), mentre gli acquisti medi per famiglia sono in crescita, sia in quantità (+0,2% in complesso), sia in valore (+1,3%). Questi dati, che presentano gli stessi segni per entrambe le tipologie di carne, sembrano dimostrare che le famiglie italiane, a fronte delle crescenti difficoltà sul versante dei redditi, abbiano ridotto drasticamente le occasioni di acquisto della carne, puntando invece su acquisti più massicci per ottenere probabilmente un piccolo risparmio sul prezzo al kg grazie ai volumi più consistenti.

Il quadro economico negativo imposto dalla crisi economica ha ovviamente condizionato le strategie dei distributori, confermando quello che è ormai un trend che si è consolidato negli anni della crisi. Obiettivo principale dei distributori rimane infatti quello di far percepire al consumatore un'attenzione particolare al livello dei prezzi, o quanto meno ad un rapporto ottimale tra qualità e prezzo, soprattutto a quelle famiglie che, per effetto dei risvolti occupazionali della crisi, si trovano a dover fare i conti con un bilancio domestico in grave difficoltà. Il primo elemento di analisi relativo ai canali di vendita della carne bovina è ovviamente il peso relativo di ciascun canale sugli acquisti complessivi da parte delle famiglie italiane. Globalmente, i tre canali assolutamente predominanti risultano essere i supermercati (38,9% in complesso), gli ipermercati (11,3%) e le macellerie (37,9%), che, complessivamente, coprono circa l'88% degli acquisti. Se l'incidenza dei tre canali è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi due anni, il trend di medio periodo è quello di un progressivo travaso di clienti tra le macellerie e i super/ipermercati. Il fatto però che nel 2012, nonostante la crisi, le macellerie abbiano tenuto le posizioni, con una quota pari ad oltre un terzo del mercato, è un ulteriore segnale della forza che il canale tradizionale continua a manifestare. Analizzando il comportamento delle diverse tipologie di prodotto, emerge come per la carne di bovino adulto la quota di mercato dei super/ipermer-cati diventi nettamente predominante (circa il 52%, mentre le macellerie sono ormai scese intorno al 35%). Al contrario, invece, per la carne di vitello la forbice tra i due canali è molto più ridotta (46,5% per i super/ipermercati contro il 43,5% delle macellerie).

Per maggiori informazioni, consultare "Il mercato della carne bovina - Rapporto 2013".