News generali

24 gennaio 2022

PREZZO LATTE:

I PRODUTTORI DI SODIAAL IN DISACCORDO CON LA LORO COOPERATIVA, SCRIVE "LES ECHOS"
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20 gennaio 2022

MARETTI (LEGACOOP AGROALIMENTARE), NON POSSIAMO GESTIRE DA SOLI L'AUMENTO DEI COSTI DI PRODUZIONE

439 - roma (agra press) - "abbiamo sempre cercato di remunerare il giusto prezzo dei prodotti agricoli conferiti in cooperativa nonostante le difficolta' del periodo. bisogna dirlo in maniera chiara la cooperazione e' in sofferenza: da soli non possiamo...
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20 gennaio 2022

CARO ENERGIA: SCORDAMAGLIA (FILIERA ITALIA),

AGROALIMENTARE ITALIANO SOTTO PRESSIONE
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I costi diretti in Piemonte e in Veneto nel 2012

Il costo di allevamento calcolato in riferimento all'esercizio del 2012 oscilla tra un minimo di 261,57 € per 100 kg di peso vivo prodotto, nel caso delle aziende del campione Veneto, ed il massimo di 273,38 €/100 kg del campione di allevamenti piemontesi. Per quanto riguarda il dettaglio delle singole voci di costo, quella relativa all'alimentazione del bestiame appare meno legata alla dimensione dell'allevamento, ma piuttosto al livello di efficienza alimentare, espresso dal rapporto tra accrescimento giornaliero e unità foraggere ingerite.  Accanto agli indici che esprimono la produttività raggiunta dall'allevamento in fase di accrescimento, i prezzi di mangimi e concentrati risultano altrettanto rilevanti nel determinare il livello dei costi alimentari.

Riguardo agli altri costi variabili, gli ingrassatori del Veneto sostengono costi medi lievemente più elevati per le prestazioni veterinarie e l'acquisto di medicinali.  Al contrario, l'incidenza della spesa per gasolio ed energia è più contenuta, e pari a circa 7 €/100 kg rispetto alla media di 8,55 €/100 kg degli allevamenti Piemontesi. Le ragioni di questa differenza sono riconducibili agli effetti di scala che si realizzano sui consumi di carburante nelle normali operazioni di stalla.

Guardando alle altre spese correnti, emerge che gli allevamenti piemontesi sostengono un costo medio quasi due volte superiore per l'acquisto di lettimi (paglia, stocchi, segatura), mentre l'incidenza degli altri costi specifici (quote associative, smaltimento carcasse, assicurazione sui fabbricati) e di quelli generali è lievemente inferiore. La maggior parte degli allevamenti Veneti sono dotati di strutture realizzate in parte su pavimento fessurato: questa tipologia di struttura consente di evitare il consumo di paglia destinata al rinnovo delle lettiere, ma comporta costi più elevati per la gestione degli effluenti e per la manutenzione delle strutture.

Per maggiori informazioni, consultare "Il mercato della carne bovina - Rapporto 2013"