News generali

24 gennaio 2022

PREZZO LATTE:

I PRODUTTORI DI SODIAAL IN DISACCORDO CON LA LORO COOPERATIVA, SCRIVE "LES ECHOS"
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20 gennaio 2022

MARETTI (LEGACOOP AGROALIMENTARE), NON POSSIAMO GESTIRE DA SOLI L'AUMENTO DEI COSTI DI PRODUZIONE

439 - roma (agra press) - "abbiamo sempre cercato di remunerare il giusto prezzo dei prodotti agricoli conferiti in cooperativa nonostante le difficolta' del periodo. bisogna dirlo in maniera chiara la cooperazione e' in sofferenza: da soli non possiamo...
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20 gennaio 2022

CARO ENERGIA: SCORDAMAGLIA (FILIERA ITALIA),

AGROALIMENTARE ITALIANO SOTTO PRESSIONE
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Evoluzione delle consistenze di Marchigiana e Chianina, 2003-2013 (numero di capi, ANABIC)

Evoluzione delle consistenze di Romagnola, Maremmana e Podolica, 2003-2013 (numero di capi, ANABIC)

Evoluzione delle consistenze di Piemontese, 2003-2013 (numero di capi, ANABORAPI)

Evoluzione delle consistenze di vacche da carne di razze autoctone

Gli allevamenti delle principali razze bovine italiane da carne rappresentano una nicchia all'interno dell'allevamento bovino italiano da carne e l'analisi delle loro caratteristiche evolutive offre spunti di riflessione per valutare l'intero comparto. Il panorama delle razze autoctone è dominato dalla Piemontese, la razza più importante, in continua espansione fino al 2011, con un leggero ridimensionamento del numero di capi per allevamento nel 2012; l'appartenenza di questa razza ad una propria associazione, separata dalle altre, è giustificata non solo dai numeri ma anche dalla diversa struttura che caratterizza i suoi allevamenti e dalla sua localizzazione geografica.

Le altre razze bovine italiane mostrano risultati altalenanti: ad eccezione della Podolica e della Maremmana, le quali sono in espansione, le razze  Romagnola e Chianina da diversi anni subiscono una diminuzione generale nel numero totale di capi. Le stalle di razza Piemontese sono tendenzialmente più grandi e si confrontano con altre strutture produttive di medie e grandi dimensioni localizzate nella stessa area. Le altre razze, invece, rappresentano produzioni altamente di nicchia rivolte a soddisfare segmenti di mercato limitati e hanno come area di sviluppo regioni in cui l'allevamento rappresenta una realtà marginale nel tessuto produttivo agricolo-alimentare. Il numero delle stalle non segue esattamente la corrispondente evoluzione delle consistenze, ad eccezione della sola Marchigiana che presenta una variazione delle strutture più in linea con quella delle consistenze: diminuiscono significativamente per la Romagnola e la Chianina, aumentano per la Podolica, mentre diminuiscono in modo poco sostanzioso per la Maremmana, a fronte di un aumento del numero di capi. Le razze più dinamiche negli anni sono state la Chianina e la Maremmana, la prima per il numero sia di allevamenti che di capi, la seconda per i tassi di incremento che portano ad un aumento la propria mandria e le corrispondenti strutture di circa il 50 % in dieci anni. Rispetto alle altre razze da carne, la Romagnola si trova in una situazione difficile sia per la continua perdita delle consistenze (il 14,4 % in 10 anni) e sia per l'abbandono da parte del 40,3 % delle aziende.

Per maggiori informazioni, consultare "Il mercato della carne bovina - Rapporto 2013".